sabato

16 dicembre - Natale è... fedeltà alla tradizione presepiale

Dalla storia sappiamo che il primo presepio fu ideato da San Francesco d'Assisi nel 1223.
Egli volle riprodurre a Greccio la scena della Notte Santa e da allora l'iniziativa del Santo, seppur con sfaccettature diverse, si ripete, di anno in anno, in tutte le famiglie cristiane.
Lo scopo è sempre quello di voler vivere più intensamente la Natività di Gesù Bambino.
E' anche vero che questo rito cambia di paese in paese perchè ognuno aggiunge qualche caratteristica singolare che rimanda a consuetudini e tradizioni locali.

Molte rappresentazioni risentono pure dell'influsso delle tante leggende di Natale come quella dell'abete, della stella o del pettirosso, che giustificano la presenza di elementi particolari nella scena della Notte Santa che non trovano riscontro nella narrazione storica.
Ad esempio:
Il presepe napoletano aggiunge alla scena molti personaggi popolari, osterie, commercianti e case tipiche dei borghi agricoli: tutti elementi anacronistici aggiunti solo per dare vitalità alla realizzazione.
Nel presepe bolognese, invece, vengono aggiunti altri personaggi tipici come la Meraviglia (figura femminile che in segno di stupore agita le braccia) e il Dormiglione (è addormentato su un'amaca a simboleggiare l'indifferenza nei confronti della notizia).

Di certo nel presepe accanto ai personaggi principali della Natività cioè la Sacra Famiglia, Maria, Giuseppe e Gesù, ci sono oggetti e figure tradizionali che non possono mai mancare per il significato simbolico assunto nel tempo. E' il caso del pozzo, del mulino, dell'osteria, ecc. 
Mentre per quanto riguarda le figure secondarie, ognuna ha un doppio significato che bisogna conoscere per comprendere la sua collocazione nello scenario presepiale.
Ad esempio:
- Benino, il pastorello immerso nel sonno, è lì a testimoniare una condizione dello spirito di estrema sensibilità e tensione; allude alla sospensione della coscienza quotidiana secondo l’antico motto “quod superius quod inferius”, ciò che è in alto è come ciò che è in basso.
- I Re Magi derivano dal Vangelo dell'infanzia armeno. Questo vangelo, colmando le lacune volontarie di Matteo, fa i nomi di tre sacerdoti persiani: Melkon, Gaspar e Balthasar. Ed è così i re magi entrarono nel presepe, sia incarnando le ambientazioni esotiche sia a simbolo delle tre popolazioni del mondo allora conosciuto, Europa, Asia e Africa. Anche i doni dei Magi sono fortemente simbolici: l'incenso per la divinità; la mirra per l'umanità del Messia, l'oro perché dono riservato ai re. Sono figure che si tende a far avanzare sul presepio man mano che passano i giorni fino al 24 dicembre, a simulare il loro presunto arrivo.
-Gli angeli: avvisano i lavoratori della nascita di Gesù; si tende solitamente ad inserirne solo uno.
-I pastori. Sono i primi personaggi che adoreranno il Bambino. Sono ritratti mentre conducono al pascolo le pecore, si ritrovano con la famiglia dopo il lavoro, preparano doni da regalare a Gesù, ecc. Non c'è limite al loro numero. Stanno davanti alla capanna o grotta che sia, oppure percorrono i sentieri che conducono alla mangiatoia.
-Gli artigiani. I più classici sono i fabbri, le donne che lavano panni nel ruscello (oggi diventato un elemento essenziale), gli allevatori che mungono bovini e i muratori.
-Suonatori. Come i pastori, sono collocati di fronte alla capanna e, per festeggiare l'evento, suonano zampogne o zufoli; la classificazione di alcuni di questi personaggi è spesso ambigua in quanto le statuine li rappresentano insieme a pecore o con altri elementi tipicamente legati alla pastorizia.

Nel presepio compaiono anche numerosi animali.

-L'asino collocato nella stalla dietro la mangiatoia sarebbe quello che avrebbe accompagnato Maria e Giuseppe nel loro viaggio.
-Il bue è considerato un elemento basilare: avrebbe indicato con i suoi muggiti alla Sacra Famiglia l'esistenza della stalla.
-Pecore: solitamente sono molte e vengono disposte nei pressi dei pastori.
-Cammelli o dromedari: vengono spesso aggiunti insieme ai Re magi.
Non raramente si possono trovare anche ovini, bovini e scimmie.
Non mancano neppure:
-Mendicanti: chiedono l'elemosina ai pastori.
-Gente comune: parenti di artigiani e pastori che accorrono meravigliati verso la stalla.
-Soldati: armati e abbigliati nella classica maniera romana, costituiscono la guardia della fortezza di re Erode inserita in un angolo del presepio.
-Demoni: alcune tradizioni prevedono che, mimetizzati tra la folla, si trovino dei demoni (solitamente pastori bassi e caratterizzati da un'evidente bruttezza) rattristati dalla nascita del Bambino.


Nessun commento:

Posta un commento